L’aumento è dovuto al fatto che i criminali informatici continuano a diversificare i loro metodi e a sfruttare le nuove tecnologie per aggirare le difese.Mentre il phishing tradizionale rimane il principale vettore di attacco in quasi la metà degli attacchi (46%), il rapporto rileva che la crescente dipendenza da endpoint compromessi (26%) e credenziali rubate (25%) sono vettori di accesso sempre più comuni.
Sebbene gli attacchi siano in aumento, il numero di organizzazioni che investono in assicurazioni contro il ransomware è in calo di anno in anno: meno della metà delle aziende (46%) si assicura contro questi attacchi, rispetto al 54,6% dell’anno scorso.

Commentando i risultati, Daniel Hofmann, CEO di Hornetsecurity, ha affermato:
“Dopo un calo pluriennale degli attacchi ransomware, il 2025 segna una svolta fondamentale per le organizzazioni che devono rafforzare la propria sicurezza contro attacchi ransomware più rapidi, intelligenti e automatizzati dall’intelligenza artificiale.
È preoccupante constatare una riduzione degli investimenti delle aziende in assicurazioni contro il ransomware, mentre gli attacchi sono in aumento. Vale la pena notare, tuttavia, che è diventato più difficile che mai per le aziende stipulare un’assicurazione per queste situazioni. Mentre gli hacker continuano a utilizzare una più ampia varietà di tattiche, è chiaro che le organizzazioni devono aumentare le proprie misure di sicurezza se vogliono avere successo contro questi attori nefasti. Ad esempio, le soluzioni di sicurezza della posta elettronica di nuova generazione sono efficaci nell’impedire alle minacce di raggiungere le caselle di posta, mentre le soluzioni di security awareness aiutano gli utenti finali a individuare minacce più avanzate come l’ingegneria sociale. Abbinandole a un archivio di backup immutabile, si ottiene una strategia efficace per proteggere i dati critici dal ransomware. Questi strumenti sono efficaci indipendentemente dal fatto che l’azienda abbia o meno un’assicurazione contro il ransomware”
Le aziende stanno reagendo alla crescente minaccia degli attacchi basati sull'intelligenza artificiale
Lo studio ha evidenziato una riduzione complessiva degli attacchi di phishing negli ultimi 12 mesi (52,3% nel 2024 contro il 46% nel 2025). Tuttavia, l’aumento dell’uso del phishing generato dall’intelligenza artificiale è stato identificato da oltre tre quarti dei CISO (77%) come una minaccia crescente.
Nonostante le nuove ed emergenti sfide, la preparazione e i miglioramenti nelle capacità di ripristino sembrano dare i loro frutti, con la percentuale di vittime che pagano riscatti al 13% rispetto al 16,3% del 2024. Una migliore preparazione è diventata la norma, poiché l’82% delle organizzazioni intervistate dispone ora di un piano di ripristino di emergenza e il 62% utilizza backup immutabili.

La formazione basata sulle caselle di controllo contro il phishing tramite intelligenza artificiale è inefficace
Sebbene la ricerca abbia evidenziato azioni positive da parte delle aziende in merito ad alcune misure di sicurezza informatica, la formazione in materia risulta ancora carente. Mentre tre quarti (74%) delle organizzazioni hanno dichiarato di offrire formazione agli utenti finali contro gli attacchi ransomware, oltre due quinti dei responsabili della sicurezza (42%) hanno ammesso che la loro formazione era insufficiente o inefficace.
Il rapporto affronta il crescente problema della “falsa conformità” tra le piccole e medie imprese (PMI). Questo problema si verifica quando le organizzazioni raggiungono un livello superficiale di consapevolezza in materia di sicurezza informatica, spesso attraverso una formazione basata su semplici check-box, ma non ricevono un follow-up adeguato. Ciò contribuisce al continuo errore umano, in particolare quando vengono impiegate sofisticate tattiche di phishing e ingegneria sociale.
Leadership e governance: ancora in fase di recupero
Secondo Proofpoint ( che ha recentemente annunciato l’acquisizione pianificata di Hornetsecurity ), l’errore umano rimane la principale fonte di incidenti: il 66% dei CISO identifica il fattore umano come il principale vettore di attacco, in particolare in termini di perdite di dati e compromissioni interne.
Sebbene la formazione stia migliorando, spesso rimane superficiale (il 42% la considera inadeguata). Questi risultati corroborano le conclusioni di Hornetsecurity sui limiti dei programmi di “compliance tick-box”.
Hofmann ha continuato: “Per essere efficace, la formazione sulla consapevolezza della sicurezza informatica deve essere continua, pertinente e personalizzata per ogni individuo, il che è realisticamente possibile solo se automatizzata da una soluzione di nuova generazione basata sull’intelligenza artificiale come il nostro Security Awareness Service”.
Ha aggiunto: “Sebbene sia incoraggiante constatare una diminuzione dei pagamenti di riscatto, non c’è spazio per l’autocompiacimento. Il nuovo standard per le aziende nella lotta contro il ransomware è l’implementazione di una difesa informatica completa che non solo protegga dalle violazioni iniziali, ma agisca anche per prevenire minacce future e garantisca sistemi resilienti in grado di ripristinare rapidamente gli attacchi in caso di incidenti”.
Per maggiori informazioni sul Ransomware Report 2025 di Hornetsecurity, clicca qui.
Informazioni su Hornetsecurity
Hornetsecurity è un fornitore leader a livello mondiale di soluzioni di sicurezza, conformità, backup e security awareness di nuova generazione basate sul cloud, che supportano aziende e organizzazioni di ogni dimensione in tutto il mondo. Il suo prodotto di punta, 365 Total Protection, è la soluzione di sicurezza cloud per Microsoft 365 più completa sul mercato. Spinta dall’innovazione e dall’eccellenza nella sicurezza informatica, Hornetsecurity sta costruendo un futuro digitale più sicuro e culture di sicurezza sostenibili con il suo portfolio pluripremiato. Hornetsecurity opera in oltre 120 paesi attraverso la sua rete di distribuzione internazionale di oltre 12.000 partner di canale e MSP.





