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Microsegmentazione e sostituzione VMware: come ridurre il movimento laterale nel data center

Modernizzare la virtualizzazione non significa solo migrare i workload: occorre proteggere anche il traffico east-west e contenere gli attacchi all’interno dell’infrastruttura.
Microsegmentazione e sostituzione VMware: grafica CIPS dedicata alla riduzione del movimento laterale nei data center, con logo Sangfor.

La sostituzione o la revisione di un ambiente VMware viene spesso affrontata come un progetto di costi, licenze e continuità operativa. La sicurezza, però, deve entrare nella valutazione fin dalle prime fasi. Spostare le macchine virtuali su una nuova piattaforma senza rivedere la protezione del traffico interno rischia infatti di trasferire anche le stesse debolezze del data center precedente.

Il punto critico è il traffico east-west, cioè le comunicazioni tra server, macchine virtuali e applicazioni all’interno dell’infrastruttura. I firewall perimetrali sono essenziali per controllare il traffico in ingresso e in uscita, ma non sempre riescono a limitare il movimento laterale di un attaccante che ha già compromesso un workload.

Perché la microsegmentazione è decisiva

La microsegmentazione permette di suddividere logicamente il data center in aree più piccole e di applicare regole specifiche alle comunicazioni tra workload. Una macchina virtuale compromessa non dovrebbe poter raggiungere liberamente database, sistemi gestionali, backup o altri servizi critici. Il principio è semplice: consentire solo i flussi realmente necessari e ridurre il raggio d’azione di un eventuale attacco.

Nella pratica, però, definire le regole può essere complesso. Le dipendenze applicative non sono sempre documentate, le VM cambiano indirizzo o host, nuovi servizi vengono attivati e una policy troppo restrittiva può interrompere attività legittime. Per questo la microsegmentazione deve offrire non solo controllo, ma anche visibilità e strumenti di validazione.

L’approccio di Sangfor

Sangfor integra la microsegmentazione nella piattaforma di virtualizzazione e combina quattro elementi principali:

  • Visibilità dei flussi: La piattaforma analizza le relazioni di accesso tra workload e rende più semplice comprendere quali sistemi comunicano, con quali modalità e in quali momenti.
  • Firewall distribuito basato sull’identità: Le regole possono essere associate a macchine virtuali, gruppi e label applicative, evitando di dipendere esclusivamente dagli indirizzi IP. Le policy seguono il workload anche quando cambia posizione nell’infrastruttura.
  • Raccomandazioni intelligenti: Le comunicazioni osservate vengono utilizzate per proporre regole coerenti con il comportamento reale delle applicazioni, riducendo il lavoro manuale necessario per costruire la segmentazione.
  • Validazione prima dell’attivazione: Le policy possono essere eseguite in modalità monitor-only: il sistema registra i flussi che verrebbero consentiti o bloccati senza interrompere il traffico di produzione. Gli amministratori possono così correggere le regole prima di renderle effettive.

Il firewall distribuito opera sul traffico interno di livello 3 e 4, mentre l’integrazione con Sangfor Athena vNGFW consente di estendere la protezione anche ai flussi north-south. L’obiettivo è creare un modello coordinato, nel quale la sicurezza accompagna la modernizzazione dell’infrastruttura invece di essere aggiunta in un secondo momento.

Un vantaggio concreto nei progetti di sostituzione VMware

Per MSP, system integrator e aziende italiane che stanno valutando alternative a VMware, la microsegmentazione può diventare un criterio di scelta importante. Non si tratta soltanto di confrontare hypervisor, storage o modelli di licensing: bisogna capire quanto la nuova piattaforma aiuti a proteggere le applicazioni e a gestire il rischio operativo.

Sangfor HCI integra virtualizzazione, networking e funzioni di sicurezza in un’unica architettura. La possibilità di osservare il traffico, generare policy a partire dai flussi reali e validarle prima dell’applicazione permette di adottare la microsegmentazione in modo più graduale, riducendo il rischio di errori e interruzioni.

La modernizzazione del data center può quindi diventare anche un’occasione per rafforzare la postura di sicurezza: meno fiducia implicita tra workload, maggiore controllo sulle comunicazioni interne e una capacità più rapida di isolare le risorse coinvolte in un incidente.

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