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Autenticazione basata su token: come funziona

La sicurezza informatica è una sfida costante e, in qualità di professionista IT, la pressione per implementare misure di sicurezza efficaci e concrete è pressoché costante. I tuoi clienti si affidano a te per affrontare questo complesso panorama IT e proteggere i loro dati critici.
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La sicurezza informatica è una sfida costante e, in qualità di professionista IT, la pressione per implementare misure di sicurezza efficaci e concrete è pressoché costante. I tuoi clienti si affidano a te per affrontare questo complesso panorama IT e proteggere i loro dati critici.

Sebbene esistano numerosi metodi di autenticazione, l’autenticazione basata su token è diventata un pilastro delle strategie di sicurezza. Fornisce un potente livello di difesa contro gli accessi non autorizzati. Comprendere il funzionamento dell’autenticazione basata su token è essenziale per qualsiasi MSP o team IT interno impegnato a costruire una strategia di sicurezza resiliente.

Che cos’è l’autenticazione basata su token?

L’autenticazione basata su token è un processo di sicurezza che verifica l’identità di un utente attraverso un’informazione univoca e temporalmente definita, nota come token. È una sorta di chiave digitale che garantisce l’accesso a un sistema o a un’applicazione per un periodo di tempo limitato.

I metodi di autenticazione rientrano generalmente in tre categorie:

  • Qualcosa che conosci: tra cui password, PIN o risposte a domande di sicurezza.
  • Qualcosa che sei: si riferisce a dati biometrici come impronte digitali, riconoscimento facciale o scansioni dell’iride.
  • Qualcosa che hai: è qui che entrano in gioco i token. L’utente deve possedere un oggetto fisico o digitale che generi il token.

L’autenticazione basata su token rientra nella categoria “qualcosa che si possiede”. Richiede agli utenti di presentare un token per dimostrare la propria identità. Questo metodo viene raramente utilizzato da solo; in genere, viene combinato con una password (qualcosa che si conosce) per creare un sistema di autenticazione a più fattori (MFA) o a due fattori (2FA). Questo approccio a più livelli rafforza significativamente la sicurezza. Anche se un criminale informatico ruba una password, ha comunque bisogno del token per ottenere l’accesso, rendendo la violazione molto più difficile.

 

Come funzionano i token di autenticazione?

Il principio fondamentale dell’autenticazione basata su token è semplice. Quando un utente tenta di accedere, il sistema gli richiede le proprie credenziali e un token. Il token viene generato da un dispositivo o un’applicazione separata ed è valido per un breve periodo di tempo, spesso solo dai 30 ai 60 secondi.

I sistemi di token più comuni, in particolare quelli che utilizzano JSON Web Token (JWT), sono costituiti da tre parti:

  • Intestazione: questa sezione identifica il tipo di token e l’algoritmo crittografico utilizzato per proteggerlo.
  • Payload: contiene le “richieste”, ovvero dichiarazioni sull’utente, come la sua identità, le autorizzazioni e la data di scadenza del token.
  • Firma: il server utilizza l’intestazione, il payload e una chiave segreta per creare una firma univoca. Questa firma verifica che il token sia autentico e non sia stato manomesso durante la trasmissione.

Quando il server riceve il token, convalida la firma per garantirne l’integrità prima di concedere l’accesso all’utente.

Tipi di Token di Autenticazione 

I token possono essere distribuiti in diversi modi, ognuno dei quali presenta vantaggi e considerazioni specifiche.

Token hardware

La forma originale di autenticazione basata su token si basava su dispositivi hardware dedicati. Si tratta di piccoli dispositivi fisici, come portachiavi o smart card, che generano un nuovo codice numerico ogni minuto. Il dispositivo e il server di autenticazione condividono un algoritmo segreto che consente loro di generare la stessa sequenza di codici in sincronia.

Essendo completamente scollegati da Internet, i token hardware sono altamente resistenti agli attacchi online. Tuttavia, possono essere persi, rubati o danneggiati, e gestirne la distribuzione e il recupero per una forza lavoro numerosa può rappresentare una sfida logistica.

Token software (token software)

Con l’avvento degli smartphone, i token software sono diventati l’opzione più comune e pratica. Invece di un dispositivo fisico separato, un “soft token” viene generato da un’applicazione installata sullo smartphone o sul computer dell’utente.

  • App di autenticazione: app come Google Authenticator o Microsoft Authenticator vengono installate sul dispositivo dell’utente. Dopo una configurazione iniziale che collega l’app all’account dell’utente, l’app genera una nuova password monouso (TOTP) con validità temporale ogni 30-60 secondi.
  • Token SMS/e-mail: alcuni sistemi inviano un codice monouso all’utente tramite messaggio di testo o e-mail. Sebbene comodo, questo metodo è considerato meno sicuro. I messaggi SMS possono essere intercettati tramite tecniche come lo scambio di SIM, rendendolo una forma di autenticazione a due fattori più vulnerabile.

Grazie all’uso diffuso degli smartphone, la maggior parte dei dipendenti dispone già dell’hardware necessario per i soft token, il che riduce al minimo i costi di implementazione e i tempi di formazione per le organizzazioni.

Perché l’autenticazione basata su token è più sicura?

Con gli hacker che utilizzano attacchi sempre più sofisticati, le password da sole non bastano più. L’autenticazione basata su token offre un ulteriore livello di protezione fondamentale. Anche se qualcuno ruba una password, ha comunque bisogno del token e, poiché cambia costantemente, è un bersaglio mobile difficile da colpire.

I principali vantaggi in termini di sicurezza derivano dalla natura temporanea e dinamica del token. Poiché ogni minuto viene generato un nuovo token, un token rubato diventa rapidamente inutile. Questa durata limitata frustra gli aggressori che si affidano al furto di credenziali statiche che possono essere utilizzate ripetutamente.

Inoltre, poiché il token viene generato su un dispositivo separato, un criminale informatico dovrebbe compromettere sia la password dell’utente sia ottenere l’accesso fisico o digitale al dispositivo che genera il token. Questo alza notevolmente il livello di successo di un attacco, scoraggiando tutti tranne gli avversari più determinati.

Rafforza la tua sicurezza con N-able

Comprendere il funzionamento dell’autenticazione basata su token è fondamentale per costruire una strategia di sicurezza solida e multilivello. Combinando qualcosa che un utente conosce (una password) con qualcosa che possiede (un token), si crea una barriera formidabile contro gli accessi non autorizzati. Questo approccio 2FA non è più solo una best practice; è un requisito fondamentale per la protezione dei dati sensibili.

L’autenticazione basata su token non è solo un’altra parola d’ordine in fatto di sicurezza, ma un modo pratico e comprovato per proteggere i tuoi sistemi. Combinandola con password complesse, creerai una configurazione di sicurezza davvero efficace. Noi di N‑able forniamo gli strumenti e il supporto per aiutarti a mettere in pratica tutto questo e a mantenere sicuro il tuo ambiente IT.

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Articolo: Token-Based Authentication: How It Works

Autore: N-able Blog, Paul Kelly 

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